Recensioni, Sinfonica

Alexander Lonquich – Bologna teatro Manzoni 5 Gennaio 2015

Totalmente “sfusato” di ritorno dall’India (il concerto è terminato per me alle 4 della mattina…) non ho voluto perdere la performance di Lonquich, un pianista/direttore verso il quale ho sempre avuto un “mixed feeling” ovvero la sensazione di trovarmi di fronte a un artista eclettico che però non riusciva a convincermi del tutto. Seppure debbo ammettere qualche “buco” di attenzione dovuto alla carenza di sonno (ahimé gli anni…!) mi è parso però che l’esecuzione del primo concerto di Beethoven sia stata di alta qualità soprattutto se si considera che il confronto va immediatamente all’esecuzione di “Martita” (come Abbado chiamava Marta Argerich) che ne ha fatto in tutti gli ultimi anni il suo cavallo di battaglia.  Un’esecuzione brillante, senza sbavature, di un concerto che seppure giovanile e influenzato fortemente ancora da Haydn contiene in nuce tutti gli stilemi che verranno poi sviluppati nei concerti dell’età più matura. Lonquich ne ha dato un’interpretazione stilisticamente ineccepibile, tecnicamente perfetta e ha saputo indicare alla Filarmonica bolognese il giusto tono con il quale accompagnare la sua esecuzione. Ottima anche l’interpretazione dell’unico bis, il preludio di Debussy “La terrasse des audiences au clair de lune”, nel quale le sonorità liquide del compositore francese e i toni tenui del brano sono state rese alla perfezione. Un plauso incondizionato. Tralasciando il primo brano schubertiano (di poco spessore ma interessante per l’orchestrazione di Webern, uno dei massimi rappresentanti post-schönberghiani) il concerto prevedeva anche la settima sinfonia di Dvořák composta nel 1885, alcuni anni prima della sua trasferta americana (da cui nacque la  nona, “Dal nuovo mondo”), forse la più bella del compositore ceco per la varietà dei temi, la presenza di ritmi di danza e il forte influsso della tradizione popolare. Anche qui Lonquich ha saputo trovare il corretto equilibrio (specialmente nel terzo tempo) sottolineando le variegate tematiche del brano e ricevendo quindi  un meritato applauso prolungato da parte del pubblico (anche se ormai si applaude chiunque e qualunque performance, magari avendo compulsato per tutto il concerto il proprio cellulare…)

 Happy

Pur apprezzando l’esecuzione preferisco comunque il Lonquich pianista… E’ questo un tema già trattato: perchè i pianisti cadano regolarmente nella tentazione di esibirsi come direttori (e perchè i direttori non cedano alla stessa tentazione…) è di facile comprensione… ed essere ai vertici in entrambi gli ambiti è molto, molto difficile se non impossibile. A ciascuno il suo! Ben fanno artisti come Schiff, Pollini, Zimerman etc. che limitano il proprio campo di azione allo strumento ottenendone risultati eccezionali. E’ talvolta quasi ridicolo il gesto del pianista che si affanna a dare indicazioni all’orchestra nelle poche battute in cui non interviene, indicazioni che ovviamente nulla aggiungono all’esecuzione orchestrale.  Meglio, se mai, il tipico atteggiamento del Konzermeister che limita a pochi ma significativi cenni del capo le proprie indicazioni all’orchestra.

Una postilla positiva: i concerti della Filarmonica risparmiano agli spettatori quelle ridicole (e spesso zeppe di errori) presentazioni del concerto che infestano le manifestazioni bolognesi.

Una postilla negativa: perchè i concerti iniziano alle 21, un orario tardo ormai in disuso ovunque?

Una postilla senza aggettivi: perchè oltre a richiedere che le suonerie dei cellulari siano spente non si precisa che anche la semplice accensione è proibita, visto il fastidio che la luce emessa provoca?

PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti  ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
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6 risposte a "Alexander Lonquich – Bologna teatro Manzoni 5 Gennaio 2015"

    • Roberto.Barilli ha detto:

      Non ho assistito al concerto (sono fuori cittá…) e quindi mi limito ai commenti.
      Effettivamente l’inizio dei concerti alle 21 non avviene piú da nessuna parte e quindi sarebbe opportuno l’anticipo alle 20, come del resto faceva regolarmente, e con puntualitá, Abbado. Lasciando perdere l’eventuale obiezione della cena, forse l’unica ragione della scelta, che si puó anche posticipare.
      Quanto alle presentazioni, se fatte con intento filologico e stringate, le trovo utili.
      Bentornato!

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  1. Condivido il plauso all’esecuzione di Lonquich e le riserve al direttore/esecutore. Mi ha lasciato un po’ perplesso la cadenza molto lunga e a mio avviso troppo elaborata per il concerto. L’esecuzione del terzo movimento del converto beethoveniano mi ha molto impressionato. Ottima anche la sinfonia di Dvorak.
    Rispetto ai commenti: non sono contrario all’orario tardo e sono felice non vi siano introduzioni anche se la paginetta che viene distribuita è molto scarna e forse due note sui brani in esecuzione non guasterebbero… I cellulari andrebbero consegnati al guardaroba !

    Piace a 1 persona

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