Recensioni, Sinfonica

Mariotti Lortie – Bologna teatro Manzoni 22 Dicembre 2014

Un concerto che più “classico” non si può con un grande pianista che ad ogni concerto lascia con il fiato sospeso avendo spesso il “vizietto” di cancellare la sua prestazione all’ultimo momento (un epigono di Marta Argerich da questo punto di vista…). Per fortuna non è successo in questo caso, con una esecuzione maiuscola  del V concerto di Beethoven “imperatore”.  Lortie dopo il successo al Busoni del 1984 e nel concorso di Leeds ha costruito sulla propria tecnica trascendentale una solida musicalità e una maturità interpretativa che lo collocano ai vertici del pianismo internazionale. Sono ormai lontani i tempi – fortunatamente – nei quali  le esecuzioni apparivano come un’esibizione muscolare. Il percorso di Lortie è quello di altri interpreti della migliore generazione di mezzo che dopo un inizio “atletico” hanno moderato la propria esuberanza plasmandola nel quadro di un contesto stilistico di maturazione  È la storia di Kissin,  di  Volodov etc. Una interpretazione pressochè perfetta del concerto che ha trovato nel cantabile del secondo tempo – a mio giudizio – il punto più alto. Come bis Lortie ha invece eseguito il Prestissimo della quinta sonata beethoveniana (op. 10), una scelta molto discutibile  in quanto è un brano che trova il suo significato solo nel contesto della sonata completa. Un retaggio del passato  che pur eseguito alla perfezione non trova una sua giustificazione stilistica.
Il programma del concerto  prevedeva anche due brani sinfonici: lo “Spiegelritter” di Schubert, composizione certamente non di grande rilevanza nel panorama compositivo del compositore viennese, e la grande sinfonia “renana” di Schumann. La cifra caratteristica della direzione di Mariotti è l’esuberanza, che gli permette di ottenere grandi risultati nei tempi più veloci (ad esempio il primo e il quinto tempo) mentre meno felice è stato il  risultato del misterioso quarto tempo (che forse influenzò Brahms  nella sua terza sonata per pianoforte, con il misterioso “intermezzo” – Rückblick) nel quale le sonorità evocative non hanno trovato quella espressione che è richiesta (anche a causa della “intemperanza” degli ottoni). Mariotti è un direttore giovane – anche se già affermato – che ha davanti a sè tutto il tempo per un approfondimento e anche un miglioramento del proprio gesto che vede al momento le due braccia muoversi costantemente in sincronia. Si pensi solo ad Abbado (ma anche a Barenboim, a Muti etc.) che dei propri arti fanno invece due distinti impieghi con effetti positivi nella trasmissione agli esecutori della volontà del direttore. Quindi una buona esecuzione della sinfonia ma non eccezionale. Inutile dire che il pubblico ha tributato un successo travolgente e questo la dice lunga sulla sua visione critica.
HappySadCon questo post Kurvenal va in vacanza fino al prossimo anno. A tutti i miei lettori i migliori auguri per le feste e un augurio a tutti noi per un 2015 un po’ più sereno (anche musicalmente, seppure la sventurata vicenda del teatro comunale non lascia ben sperare….).

Babbo natale

PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che mandano commenti  ai posts via e-mail ma mi permetto di suggerire l’uso dell’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinchè tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (è gradito lasciare nome e cognome)!!
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9 risposte a "Mariotti Lortie – Bologna teatro Manzoni 22 Dicembre 2014"

  1. Sandra Festi ha detto:

    Sono rimasta affascinata dal vigore- molto beetoveniano- e dal ritmo di Louis Lortie. Una esecuzione da “antico” maestro.ha imposto il suo piglio all’ orchestra, nello stesso tempo moderandola e trascinandola. Un bellissimo concerto. Ma il bravo Mariotti lo sa che Abbado per un anno ha girato in tutti i settori del teatro per conoscerne l’ acustica? e per consigliare all’ orchestra di attenuare i suoni? Tra il Manzoni e il sempre rimpianto Comunale c’ è una brutta differenza!

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    • Roberto Barilli ha detto:

      Concordo e, riprendendo una recente recensione su Imola del prof. Neri, come sempre puntuale sotto il profilo musicale e ‘gustosa’ sotto il profilo dei costumi, ho sorriso quando ieri ho letto di Barenboim alla Scala che ha interrotto il concerto per redarguire una spettatrice armata di telefonino e flash che scattava per riprenderlo.
      Perché mi è venuta in mente la notazione circa due signore delle prime file (una nella seconda e una nella terza, mi sembra di ricordare…) che durante quel concerto compulsavano di continuo i loro smartphone anziché ascoltarlo … salvo alla fine applaudire entusiaste e, pare, convinte….. .
      Ecco perché le recensioni musicali di GiovanniNeri penso costituiscano un arricchimento per tutti.

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    Oramai la lettura delle recensioni di Giovanni Neri é diventato un indispensabile appuntamento fisso, un poco come sfogliare il quotidiano preferito.
    Grazie prof perché ci permette di assistere a degli eventi musicali ai quali in realtá non abbiamo avuto modo di partecipare !

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  3. Daniele Vigo ha detto:

    Grazie dell’ottima recensione. Francamente ho trovato tutta l’esecuzione di Lortie ancora molto “muscolare”. La renana non mi ha convinto. L’attacco del primo movimento confuso e troppo veloce mi ha rovinato il resto del l’ascolto. Consoliamoci con il panettone e buon anno a tutti. Dv

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