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Conflitto di interessi al teatro comunale di Bologna – 15 Novembre 2014






Oportet ut scandala eveniant ((Matteo, XVIII, 7). Non sono stato quasi mai d’accordo con le posizioni corporative dei sindacati del teatro comunale di Bologna ma (finalmente!) anche loro si sono accorti che nel CdA del teatro da lungo tempo (dal tempo delle nomine della Cancellieri) vi è un patente, oggettivo conflitto di interessi che tutti – per motivi non nobili — hanno voluto non vedere (e ciò vale soprattutto per l’amministrazione comunale più volte richiamata – anche dal sottoscritto – in materia). Sedere nel CdA del comunale e in quello del Bologna Festival dà luogo comunque a un’anomalia che va al di là della buona volontà degli interessati che certamente pensano (forse) di agire nella migliore buona fede e che sono gli stessi poi che a livello nazionale stigmatizzavano il doppio ruolo di Berlusconi (vizi privati e pubbliche virtù). Eppure gli effetti perversi di questa situazione sono sotto gli occhi di tutti, anche se opportunamente nascosti. Quante manifestazioni sono state spostate al Manzoni che avrebbero potuto essere tenute al teatro comunale nonostante che la gestione amministrativa del Manzoni sia ben lontana dall’ottimale? E questo in base a quale logica, nonostante i dipendenti del teatro siano pagati per 365 giorni all’anno? E che cosa sta succedendo per quanto riguarda il nuovo statuto e il nuovo eligendo consiglio di indirizzo? Perché il teatro è buon ultimo nel panorama delle fondazioni importanti nel sottoporre a Roma il nuovo testo? Naturalmente simul stabunt simul cadent ed ecco quindi la difesa d’ufficio dell’assessore Ronchi, lo stesso che sta cercando di farsi nominare rappresentante del sindaco nel consiglio di indirizzo in spregio alla sacrosanta e conclamata posizione dell’amministrazione riguardo alla non ingerenza della politica. Questo episodio che ha svegliato per una volta i sindacati dalla sterile e corporativa difesa dei loro piccoli interessi purtroppo è destinato a non lasciare traccia e naturalmente siamo tutti in attesa di una difesa d’ufficio del CdA i cui membri in scadenza paiono solo interessati a rientrare dalla finestra del consiglio di indirizzo. Per non citare i corifei ben orchestrati della stampa come si evince dall’articolo comparso sul Corriere di Bologna in cui (sic) persino si rimpiange la mancata costruzione dell’auditorium senza minimamente pensare ai costi, alla gestione e al potenziale pubblico di una città di 350.000 abitanti! Naturalmente svuotando ulteriormente il meraviglioso teatro del Bibiena, cenerentola musicale di Bologna, finendo per trasformarlo solo in una meta di visite turistiche. E per carità di teatro non cito la modalità con cui viene scelto il nuovo sovrintendente: nessuna gara, nessuna valutazione dell’operato ma solo una acritica e corporativa cooptazione (come va a proposito la campagna abbonamenti? come mai si trovano sempre i biglietti all’ultimo momento e la platea e i palchi denunciano un vuoto in costante aumento?). Piangere per il disinteresse dei potenziali sponsors è inutile se la gestione rimane quella fallimentare attuale (come è probabile vista la continuità dei personaggi che ne fanno parte). Ma la mia è vox clamantis in deserto…
 (Giovanni Neri – potete seguirmi anche su Facebook) (https://www.facebook.com/giovanni.neri.1614?ref=br_rs&fref=browse_search )

  

                                                                                                                                                              

    

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