Uncategorized

Fiorentini -Tchorzewski – 25 Settembre 2014


La serie dedicata ai compositori polacchi si è arricchita di un concerto dedicato al duo violoncello-pianoforte Fiorentini Tchorzewski . Il programma comprendeva nelle prima parte un’opera giovanile di Szymanowksi (trascritta dal violino per il violoncello), un brevissimo brano per violoncello solo di LutosŁawski e la Canzona op.56 di Meyer. Nella seconda parte l’ultima composizione di Chopin, la sonata in sol minore op. 65 (l’ultima sua grande composizione della quale – già malato – eseguì solo il primo tempo) e un bis di Saint-Saëns. Un concerto di grande interesse che ha messo confronto due scuole della stessa origine anche se nel caso di Chopin l’influsso francese è fortemente percepibile. Molto interessante è la sonata di Szimanowski fortemente influenzata ancora sia dalle strutture che dalle armonie del tardo romanticismo ma con una ben definita rielaborazione personale che prelude agli sviluppi successivi del grande compositore polacco.  Molto particolare il “cammeo” di LutosŁawski per violoncello solo anche se per la sua brevità (5 minuti) difficile da valutare.  Da segnalare nella Canzona di Meyer il richiamo Mozartiano esplicitamente richiesto dal committente. La sonata di Chopin è a giudizio di chi scrive il gioiello più maturo del suo percorso compositivo che riprende un accoppiamento strumentale affrontato solo nelle primissime composizioni (si veda ad esempio la virtuosistica Introduzione e Polacca brillante per violoncello e pianoforte op.3 ).  La struttura riflette quella della sonata per pianoforte op. 58, con lo scherzo che precede un intensissimo seppur breve andante e un finale travolgente. Il duo ha colto in generale lo spirito delle composizioni eseguite anche se con risultati alterni. L’inizio della sonata di Szimanowski ha risentito di alcune imperfezioni di intonazione del violoncello (che però ha migliorato la sua prestazione nel corso del concerto) mentre la precisione un po’ troppo fredda del pianista ha ridotto, specialmente nel caso della composizione chopiniana, un po’ dell’espressività del brano. Un concerto comunque interessante e che ha contribuito a una maggiore conoscenza di un repertorio poco praticato al di fuori della Polonia. Unica nota negativa l’acustica sventurata dell’oratorio di S. Filippo Neri il cui riverbero è insopportabile quando il volume è medio-alto e che impedisce, se non alle prime file, di comprendere quanto pronunciato sul palco (anche questa volta purtroppo non si è rinunciato a un innecessario e modesto pistolotto iniziale da parte del violoncellista). 
 
 
Standard

Lasciate un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.