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Più distante della luna – 15 Settembre 2014


La distanza in termini orari fra Milano e Torino è la medesima che esiste fra Bologna e Milano ma in termini musicali le due città sembrano più distanti da Bologna della luna. Nella prima quindicina di Settembre, quando i programmi musicali delle varie associazioni locali non sono ancora decollati, le due città organizzano il Mi-To, una rassegna musicale con prezzi bassi che vede fino a tre manifestazioni al giorno nell’ambito delle quali si esibiscono artisti di fama e giovani promesse con programmi che vanno dal classico al moderno secondo una impostazione logica e coerente. Le due città propongono al 90% le stesse manifestazioni a distanza di uno o due giorni con il vantaggio di una riduzione dei costi complessivi visto che gli artisti non debbono sostenere le spese di costosi viaggi. Quest’anno il titolo indicativo è “Aimez-vous Brahms?” che propone l’integrale del repertorio pianistico del compositore amburghese affidato a giovani pianisti che si esibiscono di pomeriggio con il costo del biglietto a 5 (cinque!) euro, oltre che le 4 sinfonie etc. Naturalmente vi sono anche manifestazioni con affermati artisti (ad esempio Marta Argerich a Milano) ma sempre con costi contenuti (35-50€). Ci sarebbe da chiedersi perché nessuno ha mai ipotizzato una estensione del festival (almeno in parte) a Bologna, visto che dall’inizio di Settembre al 15 dello stesso mese la città petroniana è caratterizzata dal vuoto pneumatico in materia di musica, mentre le ferie sono finite e la città gode di un turismo in espansione. Sarebbe questo un modo per incrementare – ad esempio – l’utilizzazione del teatro comunale (un gioiello architettonico e acustico), nel quale oltre la sala principale vi sono anche i ridotti fruibili e che rimane chiuso per oltre il 60% delle serate disponibili mentre i costi corrono regolarmente.  Purtroppo questo rientra nella gestione certamente non positiva del teatro che non è stato ancora in grado di approvare il nuovo statuto previsto dal decreto Bray (emendato Franceschini), di nominare il comitato di indirizzo e di organizzare una decente manifestazione di interesse da parte di potenziali sovrintendenti (terminando Ernani alla fine di Dicembre comunque il suo mandato). La nomina del sovrintendente (ufficialmente di pertinenza ministeriale ma ovviamente con il suggerimento degli amministratori locali) è materia che dovrebbe essere analizzata accuratamente a fronte di precisi programmi degli aspiranti e non una sorta di successione dinastica cui assistere passivamente, organizzata tramite una ben calcolata campagna di stampa.  È certamente vero che il bacino di utenza bolognese è più ridotto e naturalmente nessuno si illude che allargare Mi-To a Bologna sia una impresa semplice ma manca un anno alla prossima edizione: possibile che non si possa almeno verificarne la fattibilità mediante un progetto culturale ed economico adeguato?

 

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