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Ramin Barahmi – Cortina 20 Agosto 2014


Non si è trattato di un concerto di  ma della presentazione del suo libro “La musica dell’occidente” un titolo molti impegnativo per qualunque musicologo e che invece si riduce a un elenco dei brani preferiti dal nostro dei compositori più noti (Monteverdi, Bach, Beethoven, Tschaikovskij, Mahler etc.). Per i fans di Barahmi certamente una testimonianza interessante e poco impegnativa che però molto probabilmente non lascerà traccia nei testi sacri della musicologia. In una sala assai gremita per i numeri del Festival Ciani il nostro viene introdotto dal direttore musicale di Vattelapesca che oltre ad avere sfogliato il libro qualche minuto prima dell’intervista commette l’errore più marchiano per un moderatore ovvero “confessa” che ritiene Barahmi il più grande interprete vivente di Bach (con buona pace – ad esempio – di Angela Hewitt, Andras Schiff etc.): nessuna motivazione critica viene fornita dal nostro Carneade.  A Barahmi, al di là del valore discutibile del libro, probabilmente un abile sfruttamento della sua popolarità televisiva, va riconosciuta una notevole proprietà di linguaggio e anche un’abilità nell’intrattenere il pubblico non comune per un artista del pianoforte. Naturalmente molte delle sue affermazioni sono discutibili: indicare Monteverdi come il fondatore dell’opera moderna quando il “recitar cantando” è solo un accoppiamento forzoso di musica e poesia (e Gluck – dimenticato da Barahmi – dove lo mettiamo?), oppure vedere nello stesso Monteverdi un precursore del cromatismo di Wagner quando i presupposti sono lontani anni luce oppure ritenere che nella prima sinfonia di Mahler si trovino brani “kletzmer” sono tutte affermazioni che possono soddisfare un pubblico di bocca buona ma certamente potrebbero fare inorridire i musicologi. Ma tant’è: a coloro cui le apparizioni televisive di Barahmi (che non riesce comunque a entrare nel Gotha dei grandi pianisti anche a causa della sua monocultura bachiana) sono piaciute, il libro potrà interessare. Ma le confessioni musicali di un singolo difficilmente lasceranno il segno. L’intervista è stata anche arricchita da alcune interpretazioni al pianoforte: la prima partita di Bach, alcuni brani trascritti della prima sinfonia di Mahler e il tema delle variazioni Goldberg. Una buona interpretazione nella quale qualche imprecisione si poteva evitare. Grande successo di pubblico.
 
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