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Così fan tutte – La Scala 19 Giugno 2014


Non sono un fan delle sceneggiature moderne delle opere chiaramente datate ma la messa in scena Salisburghese del “Così fan tutte” è godibilissima, senza sbavature e senza togliere nulla (anzi aggiungendo) alla amara visione del mondo di Da Ponte. I personaggi sono trattati come normali protagonisti della vita quotidiana, con Ferrando (Rolando Villazon) e Guglielmo (Adam Platchetka) come moderni e poi disillusi “bavardeurs” e un ottimo Michele Pertusi nel ruolo senza sbavature del cinico Don Alfonso, spesso collocato in alto su uno dei tre piani della sceneggiatura in una posizione da “Deus ex machina” come il suo ruolo implica.  Modernissimo anche il cedimento completo (con evidenti allusioni sessuali) di Dorabella e particolarmente intrigante il finale nel quale prima della riappacificazione finale dell’ultimo momento le due sorelle paiono ancora incerte sui compagni da scegliere, in una visione che trasfigura realisticamente finzione e realtà.  Tutti i protagonisti sono vocalmente all’altezza della situazione con una menzione particolare per Fiordiligi (Maria Bengsston) e Guglielmo senza con questo sminuire le prestazioni comunque eccellenti di Ferrando e di Dorabella (Katjia Dragoievic) che rende la figura ambigua e cedevole (solo ufficialmente?) con grande senso dell’umorismo.  Nel ruolo accattivante di Despina Serena Malfi che ha dimostrato qualche limite nella voce. Quanto alla direzione di Barenboim (una delle ultime prima della sua dipartita) non si sono più riscontrati quei tempi così allargati (se non saltuariamente) che tanta polemica avevano suscitato nel Don Giovanni di tre anni orsono. Un unico neo: qualche stecca dei corni (strumenti notoriamente maledetti) nel primo atto. Che dire? Uno spettacolo ancora una volta all’altezza della tradizione scaligera che sottolinea purtroppo a così breve distanza di tempo la scadente edizione bolognese. Certamente altri mezzi economici ma c’è da chiedersi se siano solo questi che fanno la differenza…

 
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