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Yundi Li – Imola 31 Marzo 2014


Se si eccettua l’ultima edizione con la controversa – e per molti aspetti inspiegabile – vincita di Yulianna Avdeeva, il concorso Chopin ha sempre prodotto vincitori di altissimo livello: è certamente il caso del pianista cinese Yundi Li, un pianista oggi trentaduenne che ha vinto il concorso a soli 18 anni nel 2000 (dopo 15 anni di non assegnazione) con una ormai grande carriera alle spalle, ingiustificatamente e colpevolmente trascurato dalle organizzazioni concertistiche bolognesi. A questa mancanza ha posto rimedio il Circolo della Musica di Imola offrendo al pubblico un concerto di altissimo livello.  Il pianismo di Yundi Li, pur basato su una solidissima tecnica, non concede nulla al virtuosismo fine a sé stesso (come spesso accade invece nel caso del suo collega cinese, la star multimediale Lang Lang) e fa della misura e del rispetto stilistico delle composizioni eseguite la cifra distintiva delle proprie interpretazioni. Se ne è avuta prova sia nella scelta del programma (che ha visto due brevi composizioni di Chopin – due notturni – la fantasia op. 17 di Schumann e due celebri sonate di Beethoven, il “Chiaro di luna” e la “Appassionata”) sia nell’esecuzione sempre attenta al dettato compositivo nell’ambito del quale l’espressione ha giocato – finalmente dopo tanti giovani muscolari – il ruolo fondamentale.  Mi sento di dire che da tempo non assistevo a una esecuzione così perfetta delle sonate beethoveniane che in molti aspetti mi ha ricordato quella – spesso insuperata – di Brendel. Si percepisce chiaramente come queste due sonate siano maturate nel pianismo di Yundi Li portando l’esecuzione a un livello di eccellenza paradigmatico. Forse un po’ meno matura è stata l’esecuzione della fantasia Schumanniana, che pur basata su una impostazione ineccepibile è stata purtroppo viziata da alcune imperfezioni tecniche e – inspiegabilmente – dall’assenza dell’accelerazione finale del secondo tempo, 30 battute di bravura con salti di estrema difficoltà dello stesso livello di quelli del Mephisto Valzer di Liszt. Ma – ne sono certo – anche questa composizione maturerà (è possibile che questa sia stata la prima volta dell’esecuzione in pubblico del brano che come sempre richiede aggiustamenti e messe a punto).  Insomma un grande pianista che vorremmo riascoltare presto. Un solo bis di autore cinese (sconosciuto al pubblico occidentale) come quasi sempre accade nei concerti di Yundi Li.
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